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La retroversione dell’utero è una condizione che coinvolge un’inclinazione dell’utero all’indietro anziché anteriormente, ovvero la sua posizione anatomica normale.

Questa condizione, sebbene possa generare preoccupazione, è relativamente comune e spesso non causa sintomi o problemi significativi, ma che impatto ha sulla salute riproduttiva e su quella generale? In questo articolo, insieme alla dottoressa Francesca Gaudino, ostetrica esperta in salute pelvica,  esploreremo le cause sottostanti, i sintomi associati all’utero retroverso.

Cause della Retroversione Uterina

L’utero retroverso può derivare da diversi fattori, tra cui anomalie congenite, traumi o interventi chirurgici, e condizioni come l’endometriosi.

Alcune donne, infatti, possono essere nate con un’utero naturalmente inclinato all’indietro, mentre altre possono sviluppare questa condizione a seguito di interventi chirurgici o traumi che alterano la posizione dell’utero.

Connessione tra Retroversione Uterina ed Endometriosi

Un’altra possibile connessione rilevante da esaminare è quella tra la retroversione uterina e l’endometriosi. L’endometriosi è una patologia in cui il tessuto simile all’endometrio cresce al di fuori dell’utero provocando, tra le altre cose, dolore e altri sintomi.

Sebbene la relazione causale tra retroversione uterina e endometriosi non sia stata definitivamente confermata, alcuni studi suggeriscono che le donne con retroversione uterina possano avere un rischio leggermente maggiore di sviluppare endometriosi. Tuttavia, è importante notare che entrambe le condizioni possono esistere indipendentemente l’una dall’altra e richiedono una valutazione medica accurata per una gestione appropriata. La presenza di sintomi come dolore pelvico persistente o problemi di fertilità deve essere segnalata al medico per una diagnosi precisa e un piano di trattamento mirato, se necessario.

Sintomi di un utero retroverso

I sintomi associati alla retroversione dell’utero possono variare, da lievi a moderati.

Possono includono dolore pelvico cronico, disagio durante i rapporti sessuali e complicazioni durante il ciclo mestruale. Alcune donne possono anche sperimentare problemi di fertilità o complicazioni durante la gravidanza a causa della posizione anomala dell’utero.

Ma, fondamentale è anche sapere che molte donne con retroversione uterina non manifestano alcun sintomo.

Diagnosi

La diagnosi dell’utero retroverso viene fatta durante un esame pelvico di routine o durante una valutazione medica per sintomi correlati. Ulteriori test come l’ecografia transvaginale possono essere eseguiti per confermare la diagnosi.

Per quanto riguarda il trattamento, le opzioni dipendono dalla gravità dei sintomi e dalla preferenza della paziente. Approcci conservativi come l’uso di dispositivi intrauterini (DIU) per supportare l’utero nella sua posizione corretta o la fisioterapia per rafforzare i muscoli pelvici possono essere raccomandati. In alcuni casi, interventi chirurgici come l’isterectomia o la correzione chirurgica della posizione dell’utero possono essere necessari per alleviare i sintomi.

Prevenzione e Gestione a Lungo Termine

Per prevenire complicazioni associate alla retroversione dell’utero, è consigliabile seguire una buona igiene pelvica, evitare sollevamenti pesanti e praticare una postura corretta. È inoltre importante consultare regolarmente un professionista medico per monitorare eventuali cambiamenti nella posizione dell’utero e per monitorare eventuali sintomi connessi a questa condizione nei sintomi. Terapie complementari come lo yoga o la chiropratica possono anche essere utili nel migliorare la postura e ridurre il dolore associato alla retroversione dell’utero.

Contatta la dottoressa Gaudino per prendere un appuntamento.